L’uomo nero

belgrado_31Pompeo è a piedi nudi, i suoi passi risuonano sul pavimento in pietra. Fuori dalle finestre la luna crescente illumina un albero di fichi in giardino. Silenzio, Pompeo è davanti al talamo dei genitori ma è indeciso se chiamarli o ritornarsene su i suoi passi: e se il padre avesse pensato che è un debole, una pula che ha paura della sua ombra? E se l’avesse battuto col bastone? Con la cinghia? O se avessero deciso di mandarlo in villa, lontano da tutti?

Sbatte una porta, la civetta canta e poi si invola, Pompeo salta nel talamo.

-Per Castore!

-Per Polluce!

Il padre impugna meccanicamente il randello che tiene sempre a portata di mano per ogni evenienza; la madre prende il figlio tra le braccia e lo nasconde tra le lenzuola.

-Mamma, è vero che i cristiani mangiano i bambini?

Dice Pompeo tutto in un fiato, come se quella domanda gli stesse appesa alla lingua da tutta la notte.

-Si tesoro, sono delle persone cattive che rifiutano di vivere come noi, in una casa per vivere dentro le catacombe: il loro Dio Gesù strappa i morti dalla pace per farli vagare senza quiete per il mondo.

Il bimbo guarda il buio della stanza mentre il padre, riposto il randello, si sdraia nel letto.

-E un giorno, questo Gesù gli ha detto: mangiatemi e andate per il mondo a mangiare i bambini in ricordo di me. Ogni settimana i cristiani scelgono un bambino cattivo, che non vuole studiare e che non rispetta i suoi genitori, aspettano che scappi dalle mani dello schiavo che lo deve accompagnare a scuola oppure che salti le lezioni del maestro per andarsene in giro…

-Oppure che si metta a guardare le farfalle mentre va al tempio col padre…

Aggiunge il pater familia con uno sbadiglio.

-E lo rapiscono, lo portano in una tomba e lì lo uccidono, lo fanno a pezzi e poi se lo mangiano; raccolgono il sangue in una brocca e poi se lo bevono come se fosse vino.

-Ma questo Gesù era un bambino?

La madre accarezza Pompeo.

-No caro, non era un bambino ma un uomo barbuto che diceva di essere lui un dio e che tutti gli altri Dei come Giove, Giunone, Apollo non esistevano.

Il padre prende il figlio per le orecchie e gli dice affettuosamente:

-Ma non è vero niente! I cristiani dicevano anche di essere buoni ad addomesticare le bestie feroci ma, l’altro giorno al Circo, hai visto come la tigre si è mangiata quei sobillatori, avvelenatori? Ah-ham! In un boccone!

Caio Maximum di professione esattore inizia a mimare la tigre che si mangia i cristiani finendo per fare il solletico al pancino del suo bambino. La madre Ottavia li guarda severa.

-Basta adesso, Pompeo ritornatene nel tuo letto e ricordati di stare sempre vicino a tua madre, a tuo padre o allo schiavo Eunoos quando cammini per la strada. Inoltre devi studiare e essere ubbidiente altrimenti i cristiani ti rapiscono e ti mangiano.

Pompeo abbraccia forte i suoi genitori e, con un lembo della tunica tra le labbra per farsi coraggio, esce dalla stanza.

[Questa breve scena potrebbe essere riscritta mettendo al posto della parola cristiani la parola ebrei, uomo nero, comunisti, zingari.]

Da corriere.it: Il caso di Maria: una coppia rom bulgara «È nostra figlia, l’abbiamo affidata ai greci»

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Informazioni su Arianna

Mi chiamo Arianna Musso. Sono laureata al DAMS di Bologna e diplomata alla Scuola D'Arte Drammatica Paolo Grassi di Milano. Amministratrice della società di servizi per la Stampa 3D: ASTRATI SRL di Genova.
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