L’ultimo miracolo di San Francesco di Paola

Franziskus_von_PaolaPiazza Affari, palazzo della Borsa, ore dieci del mattino. Gli schermi luminosi verdi, rossi e arancioni lampeggiano, un urlo: Mediaset va giù. Dalle scrivanie si alzano e si siedono uomini in giacca e cravatta, con pass bene in vista a decorare l’uniforme.

-‘E un’arena dove è bellissimo giocare.

Cinquantenni dalle aperte narici che scrivono su iPad di ultima generazione, dai loggioni si può quasi sentire il fruscio di quei milioni di euro che sfumano e si ricreano quasi per magia, un click, una sfiorata sul touchpad.

Luci al neon sono accese mentre fuori dalle finestre entra la luce accecante dell’agosto italico. Ad un tratto un uomo dalla cravatta azzurra alza gli occhi al cielo, forse in una silenziosa bestemmia e lì rimane, la bocca aperta, i baffi tagliati di fresco ad incorniciarne l’apertura, tablet in una mano e smartphone nell’altra; ambedue gli attrezzi sono collegati al suo corpo tramite auricolare così che sembra che le braccia siano appese alle orecchie tramite fili, una marionetta immobile in gessato grigio; distrattamente qualcuno gli passa davanti, un altro lo fissa per un’istante: non sarebbe il primo caso di infarto in piazza ma, siccome il tempo è denaro, preferisce rispondere al telefono piuttosto che chiedergli come sta. Un terzo uomo distrattamente segue lo sguardo della marionetta fin sopra i palchi che circondano la piazza e cosa vede?

Proprio al centro, sospeso in aria, c’è un uomo vestito con un saio, è in piedi su un mantello che funge da scafo e da vela, sostenuta da un bastone ricurvo. Gli occhi del monaco sono infossati, il naso aquilino e la lunga barba bianca ed ispida denuncia una vita ascetica, egli  con una mano tiene il bastone e con l’altra regge un teschio, le dita conficcate nelle orbite vuote.

– Fermatevi, per carita!

Tuona con una voce leggermente nasale.

Le guardie giurate e i carabinieri che sorvegliano piazza affari si precipitano all’interno sfoderando pistole di ordinanza, eccitazione da film americano.

Il santo continua a galleggiare a mezz’aria, il saio ondeggia scoprendo i piedi scalzi e parte dei polpacci magri e scorticati dal flagello; egli lascia il bastone e alza la mano: dalle logge inizia a scendere sangue, così come dagli schermi sospesi sui muri, e da quelli posti sulle scrivanie.

Istintivamente gli uomini in giacca e cravatta indietreggiano, uniti dal medesimo sussulto e si ritrovano al centro della sala, all’ombra del mantello volante. Un ragazzo dai capelli biondi leggermente brizzolati ha il petto che trasuda sangue, si tocca incredulo finché non trova la tasca della camicia e ne estrae uno smartphone, incapace a gettarlo lo tiene in mano, cuore ferito ma pur sempre suo. Dagli auricolari inizia a stillare il liquido rosso che scivola denso sugli zigomi, sulle mascelle sporgenti.

– Il sangue esce dal denaro che voi avete rubato al popolo,  il mio popolo e le genti della terra tutta; questo è il sangue di chi subisce i potenti.

Il Santo lancia il teschio che tiene in mano e appena questo tocca il sangue rappreso a terra esso si rialza, dal sangue si coagula un nuovo corpo e un viso che stentatamente inizia a muoversi. Allo stesso modo altro sangue rappreso inizia ad acquistare forma umana:  di bambino, di donna, di vecchio, di uomo, un esercito di fantasmi che appena tocca la carne viva si liquefa per lasciare spazio a una nuova rappresentazione di quella umanità varia che sono i popoli della terra.

Gli uomini si stringono sempre più gli uni agli altri, senza riuscire a staccarsi da quei telefoni e da quei computer che pur contribuiscono ad affollare l’esercito di spettri. Un rivolo di sostanza organica scende le scalinate grigie e le dieci finestre che adornano il marmo bianco del palazzo della borsa. Il sangue cola lentamente, senza fare schizzi, le sei colonne esterne risaltano in tutto il loro candore mentre le statue da basso sembrano osservare incredule lo spettacolo orripilante.

Così come è arrivato il Santo scompare sul suo mantello volante, il sangue smette di scendere e, in alcuni tratti dov’è meno copioso e dove il sole batte, inizia anche a seccarsi. Gli spiriti sanguinolenti si acquietano e scompaiono. Rimangono solo gli uomini fermi, immobili, sporchi, spaventati che tengono tra le mani quegli arti tecnologici amputati.

Il giorno successivo dell’ultimo miracolo di San Francesco da Paola non ne ha parlato nessuno ma nelle prime pagine di tutti i quotidiani viene riportata la plateale azione di un gruppo di anticapitalisti anarchici che hanno imbrattato il palazzo della Borsa di Milano con emoderivati, probabilmente infetti. La Digos e la polizia hanno già effettuato alcune perquisizioni  a casa di alcuni soggetti no global, che si rifanno al movimento Occupy Wall street e già noti alle forze dell’ordine con l’accusa di attentato per finalità terroristiche e di eversione.

Da Repubblica.it: Offerte al santuario giocate in Borsa: sparito un milione e mezzo di euro

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Informazioni su Arianna

Mi chiamo Arianna Musso. Sono laureata al DAMS di Bologna e diplomata alla Scuola D'Arte Drammatica Paolo Grassi di Milano. Amministratrice della società di servizi per la Stampa 3D: ASTRATI SRL di Genova.
Questa voce è stata pubblicata in 2013 e contrassegnata con , , , , , . Contrassegna il permalink.

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