Il gioco delle parti

 

Un uomo in camicia bianca e pantaloni neri è seduto a tavola, ha un grande tovagliolo legato attorno al collo e sta facendo un’abbondante colazione internazionale: uova fritte, insaccati, formaggio, marmellate, succo di frutta e caffè. Mentre mangia l’uomo canticchia Don Raffaé di De André.
-A che bell’ò cafè
pure in carcere ‘o sanno fa
co’ à ricetta ch’à Ciccirinella
compagno di cella
ci ha dato mammà
E all’ultima strofa si infila un grosso pezzo di salame in bocca. Suona il campanello, l’uomo deglutisce e si pulisce la bocca con il tovagliolo di stoffa bianca, e così facendo se lo slaccia per lasciarlo appallottolato sul tavolo.
Entra un uomo più anziano, in giacca e cravatta neri su camicia bianca, ha lo sguardo autoritario così come lo scravattato ha il sorriso obliquo di chi accompagna i potenti.
– ‘E incredibile quello che riesce a mangiare la gente a colazione.
– Buongiorno eccellenza, non la aspettavo così presto.
L’uomo anziano fa un segno con la mano come a dire: non me ne parlare, ed entra. Lo scravattato chiude la porta lentamente.
-Non sono riuscito a dormire. Questi dannati pensieri mi tolgono il sonno e l’appetito. Venendo qua mi hanno offerto la colazione almeno tre volte. La gente non pensa altro che a mangiare in questo dannato paese. Io ho altro a cui pensare che trangugiare brioche e cappuccini.
L’uomo scravattato rimane fermo, in piedi vicino alla porta.
-E quelle bestie di tedeschi che si mangiano le uova a colazione? Che maiali. Ci vuole disciplina, corpo sano in mente sana dicevano gli antichi, se già a colazione ci si lascia andare dopo pranzo si può solo dormire.
Dicendo questo il vecchio si è seduto a tavola ed ha iniziato a trangugiarsi un uovo sodo, lo scravattato gli porge tre fette di pancetta abbrustolita e una fetta di pane tostato.
-E’ così che poi alle loro donne, passata una certa età, viene un culo come una mongolfiera, e quelle facce paonazze da mangiatori di maiali. Si direbbe che a furia di mangiarlo siano diventati dei maiali pure loro.
Tre fette di pancetta grondante grasso sono scomparse nella bocca dell’uomo. Mentre mastica lo scravattato sente il silenzio invadere la stanza. Versa del caffè e sorride.
-Anche bere troppi caffè fa male, c’è chi ne beve anche otto o nove in una sola mattinata e riempiendoli di zucchero per di più.
Il vecchio lo guarda impassibile poi si piega a prendere una grande brioche alla crema.
-Bene, vedo che ragioniamo alla stessa maniera. Mi piaci ragazzo, vivrai a lungo. Ora se non ti dispiace inizio ad andare.
Sono entrambi seduti, uno difronte all’altro. Il vecchio aggredisce la brioche, il giovane gli offre altri dolci: biscotti ricoperti di cioccolato, cannoli alla ricotta, fette di torta paradiso ricoperte di zucchero a velo.
Il vecchio si pulisce le mani sporche sulla tovaglia ed esce. Lo scravattato si alza per aprirgli la porta ma non fa a tempo, prima che lui abbia nuovamente posato il tovagliolo e si sia alzato il vecchio è già uscito, aveva fretta, come se avesse dimenticato qualcosa in macchina.
Lo scravattato è fermo davanti al tavolo, guarda la porta chiusa poi, lentamente, si siede, prende la testa tra le mani e piange.

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Informazioni su Arianna

Mi chiamo Arianna Musso. Sono laureata al DAMS di Bologna e diplomata alla Scuola D'Arte Drammatica Paolo Grassi di Milano. Amministratrice della società di servizi per la Stampa 3D: ASTRATI SRL di Genova.
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