Il bicchiere d’acqua- Teatro giornale di Arianna Musso

acqua1In una cucina una ragazza vuole bere un bicchier d’acqua. ‘E seduta a un tavolo, davanti a lei ci sono 20 persone che la guardano.  Lei li guarda, quando sono arrivati? Non importa, il bicchiere è suo, l’acqua pure. Alza il braccio per prendere il bicchiere e sposta il peso del corpo in avanti; i quaranta occhi la seguono, anche loro spostano il peso dei loro venti corpi in avanti. Lei si ferma, lascia il bicchiere d’acqua sul tavolo; le labbra dei quaranta occhi sono screpolate, le carni dei loro venti corpi asciutte.

Lei si alza di scatto, prende il bicchiere, sale sulla sedia, si siede sul tavolo dando le spalle ai quaranta occhi. Lei porta il bicchiere alle labbra, decisa finalmente a bere. Quando l’acqua le bagna le labbra si accorge di avere le spalle scoperte: quaranta occhi assetati la guardano.

Nuovamente si alza di scatto, posa il bicchiere sul tavolo, si siede sulla sedia. Guarda il bicchiere colmo d’acqua. Anche i quaranta occhi lo guardano. Lei si alza dalla sedia, con noncuranza  si avvicina al mobile della cucina, tira fuori: dodici piatti bianchi, quindici bicchieri azzurri, otto tazze dai bordi dorati. Lei li mette gli uni sopra le altre a costruire un muro  così che i quaranta occhi non possano vederla mentre beve il suo bicchiere d’acqua. Ma dal manico di una tazzina si intravede un occhio, tra un piatto e un bicchiere ci sono labbra, allora lei si alza e apre dei cassetti e tira fuori tovaglie e asciugamani e amplia quel muro di stoviglie con un muro di biancheria. Ma loro potrebbero circumnavigare il tavolo, allora lei dispone le sedie così che loro non possano arrivare al suo bicchiere d’acqua, ma una sedia si può scavalcare e allora lei sposta il forno, il frigo, la lavastoviglie a rafforzare quella diga anti assetato. Ma loro potrebbero ancora passare, uscire dalla finestra della cucina e rientrare da quella della sala e sorprenderla ancora una volta alle spalle. Bisogna chiudere le finestre, le porte e forse ancora non basterebbe.

Il bicchiere d’acqua è dimenticato sul tavolo mentre lei cerca ancora di proteggersi da chi ha sete.

Da ilcorriere.it: Sul pianeta dell’acqua in sette miliardi hanno sete

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Informazioni su Arianna

Mi chiamo Arianna Musso. Sono laureata al DAMS di Bologna e diplomata alla Scuola D'Arte Drammatica Paolo Grassi di Milano. Amministratrice della società di servizi per la Stampa 3D: ASTRATI SRL di Genova.
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