Sarà… – Teatrogiornale del Dr. Malos

[ Teatrogiornale del dr. Malos – http://www.malosmannaja.wordpress.com – . ]

Da la stampa.it: L’amante immortale di Massimo Gramellini

Anche se camminava spesso attorno al municipio, Sara non era un’adolescente fuori dal comune: due occhi, un naso, una bocca, capelli lunghi e dolci curve. Era piuttosto il modo in cui quegli elementi s’abbracciavano sinceramente nello stesso corpo, a dare vita a una bellezza delicata da romanzo rosa, appena profumata da un alone di vaniglia.

Voltando pagina, però, la trama della storia era diversa e ricordava un’opera di fantascienza: Sara sapeva leggere i pensieri, compresi i punti e virgola, le virgolette e i punti esclamativi.

E non soltanto questo! Riusciva a penetrare nei ragionamenti altrui, spostava congiunzioni e avversativi, legava od opponeva idee tra loro, insinuando nuove tesi e scartandone altre.

Bambini, adulti, anziani, uomini, donne, animali e loro proteiformi combinazioni: l’estraneità sfumava nel breve volgere d’un soffio. Aveva sviluppato un’empatia assoluta, per cui godeva nell’accarezzare lembi di felicità portati a spasso da passanti sconosciuti. Purtroppo, però, tali incontri fortunati s’erano fatti rari negli ultimi tempi a causa della crisi e della recessione, e sempre più spesso le toccava di angosciarsi palpando rabbia ed amarezza nelle menti dei suoi poveri concittadini. Soffriva contagiata da quel malessere strisciante e neanche il fatto che ben tre compagni di liceo cullassero sentimenti d’amore nei suoi confronti riusciva più a lenire il suo tormento.

Poi lesse un articolo di Gramellini su la stampa.it e comprese che “la felicità non consiste nell’essere amati, ma nell’amare senza nessuna condizione, nemmeno quella di essere ricambiati.”

Tale frase le spettinò i neuroni, aprendole gli occhi, anche perché Sara aveva sedici anni, ovvero un’età in cui basta poco per convincersi di poter cambiare il mondo. Pertanto, facendo affidamento sulla sua misteriosa forza mentale, decise che da quel giorno in poi la sua missione sarebbe stata quella di rendere felici gli esseri umani. Sì, ne era certa: avrebbe amato tutti gli esseri umani, inondando di felicità ogni angolo della terra.

Per prima cosa, si concentrò su se stessa, ben consapevole che, come aveva detto una rockstar tra le sue preferite prima di cadere vittima della droga “le rivoluzioni s’iniziano in casa, preferibilmente davanti allo specchio”. Così imparò a sorridere teneramente delle avversità che avevano segnato la sua vita, a partire dalla morte prematura della madre per un incidente, quando aveva sei anni.

Poi si dedicò a Treviglio, il suo paese, e già dopo poche settimane di viaggi mentali si notarono buoni risultati: per strada le persone si salutavano sorridendo, non c’erano più stati accoltellamenti durante le riunioni di condominio, i guadagni della farmacia si erano dimezzati, e sempre più volontari s’impegnavano nel sociale…

Uscita da scuola, Sara prese l’abitudine di sedersi, ricolma d’amore, sul primo gradino della scalinata del municipio, e in quel crocicchio di gran traffico oliava rotelline, fissava viti, lucidava sferule, di modo che gli ingranaggi cerebrali dei suoi concittadini riuscissero, mediante l’esercizio d’un sorriso, a esorcizzare i mali d’ogni giorno.

Certo, qualche individuo era più ostico degli altri. In qualche testa s’imbatteva in ossessioni rugginose, immerse entro paludi Agro-Pontine di rancore o di paura. Caso emblematico quello di uno dei medici di famiglia del paese, il dottor Fenzi, un fascista convinto, da sempre scazzato col resto mondo e pronto a venire alle mani alla prima occasione. Sara non l’aveva mai visto sorridere.

Come ogni giorno da qualche settimana, la ragazza attese il suo passaggio in bicicletta, di ritorno dall’ambulatorio del mattino: Fenzi era il suo *vero* banco di prova, non i facili scorci d’allegria che regalava ai tanti e più malleabili passanti.

Eccolo.

Era giunto il momento di testare la nuova strategia messa a punto nottetempo, dopo la buona ispirazione fornita dall’ora di storia al liceo. Nel breve volgere d’un attimo, Sara entrò delicatamente nei pensieri dell’uomo, ammantandosi tutta di coperte nere; scivolò a passo del giaguaro nelle trincee tra le circonvoluzioni e infine rievocò l’immagine del duce: un sussulto nello stato emotivo del dottore le indicò che probabilmente era sulla strada giusta.

Usando come testa d’ariete la venerazione del medico per Mussolini, marciò su Roma ottenendo la guida politica del sistema limbico. Quindi, facendo leva sulle ambizioni colonialiste dell’Italia fascista,  visualizzò i possedimenti africani e infine usò l’immagine mentale del deserto libico per prosciugare l’Agro-Pontino. Sì! Ecco! Sìì! Se riusciva a comunicare un po’ d’amore sincero a quell’uomo così ripugnante, nulla avrebbe più potuto fermarla.

Il dottor Fenzi continuava a pedalare muto.

Quando come d’incanto il peso del rancore s’allentò lasciando trapelare l’ologramma d’un sorriso, fu tanto lo stupore del pensiero caldo, che il medico ne rimase scosso.

Qualche secondo.

Tempo d’oltrepassare lo stop dell’incrocio, senza guardare a destra.

Annunci

Informazioni su Arianna

Mi chiamo Arianna Musso. Sono laureata al DAMS di Bologna e diplomata alla Scuola D'Arte Drammatica Paolo Grassi di Milano. Amministratrice della società di servizi per la Stampa 3D: ASTRATI SRL di Genova.
Questa voce è stata pubblicata in febbraio e contrassegnata con , , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...