In macelleria, racconto corale.

-Ore 10.00. La macelleria è chiusa. Quando si deciderà ad aprire? Magari avrà mal di pancia e non apre. Perché con questo freddo devo stare proprio qua a piantonare una macelleria? Che a dirla tutta mi fa anche un po’ impressione. A furia di stare con Chiara mi sto’ convertendo anche io. Ancora qualche mese e mi trovo a mangiare bistecche al tofu. Anche se alla fine non è che mi manca proprio la carne, giusto i salumi. Ma per quelli, basta che mi faccia un paio di panini da Gino: mortadella e prosciutto cotto. Un classico. Che con questo mestiere, coi tagli e compagnia mangiare un panino va più che bene. Oggi potrei chiedere a Gino se ha la finocchiona. Quant’è che non la mangio… Ecco che apre la macelleria. Non era malato allora. Aspetta però che finisco la sigaretta. Chiara ha comprato quella elettronica, dovrei comprarmela anche io.

-Cosa vuole questo qua ora? Un chilo di tritata? Da sugo? Finita, finita. Levatevi dalle palle. Oggi non ne ho proprio voglia di lavorare. In questo paese di ladri e di furbi devi essere più ladro e più furbo di tutti. Sono anni che mi faccio un mazzo tanto e poi? Il mutuo che si alza, la macchina che si rompe, la televisione nuova. Una cliente che entra un cliente che esce. Sembra proprio un negozio vero. Salsiccia? Cara la mia signora, la salsiccia è finita. Se ne vada, grazie. E questo? A si, è quello della settimana scorsa. Certo la salsiccia. Aspetta che te la vado a prendere.

-Sbrigati, sbrigati che mi sta salendo una carogna. Ho bisogno di quella salsiccia. Ora subito. Immediatamente. La salsiccia o la cotoletta? Non lo so, forse è meglio la cotoletta. No, no, salsiccia se no chi lo sente mio fratello. Cotoletta, no salsiccia. Quanto costa al grammo la salsiccia? Si, si va bene.Tanto sono andato a trovare la nonna e mi ha dato le strenne natalizie. Ma che cazzo vuol dire da sugo, non da sugo. Ma sei scemo?

-E no. così non va proprio. Io  avevo chiesto la salsiccia e quello là, il macellaio, mica me l’ha voluta dare. No. Finita. E poi entra quell’altro e la salsiccia c’è. Una faccia poi, quello che ha chiesto la salsiccia. Uno di quelli che se lo incontri cambi di marciapiede. Io l’ho sempre detto: i supermercati li manderanno tutti a casa, questi bottegai da quattro soldi. Anzi, adesso vado al Conad e non passo neanche dal panettiere. Tutto al Conad compro, anche il latte.  E si che mi sembrava un signore tanto per bene questo nuovo macellaio, e invece. Me lo aveva detto la Roberta: apre quando vuole lui, chiude quando vuole. Ma noi siamo madri di famiglia. Alle dieci e trenta facciamo la spesa perché all’una deve essere tutto in tavola. Ma io adesso compro solo al Conad, così questo macellaio dovrà chiudere, ecco.

-Cotoletta, cotoletta, tante cotolette che c’è una festa stasera e io ho promesso che compravo cotolette per tutti. Già impanate, pronte per essere mangiate. Che grande il nonno però. Noi ha fare cose strane e lui, negozietto, grembiule e via. Si va a comprare la cotoletta, lui te la incarta, ti da’ il sacchetto e via. No, cazzo, questa quando la racconto non ci credono: mi fa anche lo scontrino. Ma sei troppo un grande nonno. Lo scontrino per le collette. Questo lo incornicio.

-Ma che cosa c’è da ridere. Hai comprato le cotolette e ti faccio lo scontrino. Ma torna indietro deficiente che hai dimenticato il sacchetto. Tutti così questi deficienti… Io che mi faccio un mazzo tanto: il negozio, la licenza, il bancone, il commercialista, i sacchettini, la carne e poi loro prendono quello che devono prendere e mi lasciano lì la carne. Ma saranno deficienti? Si che di cose, avendo un negozio, ne vedi tante. Io sto dietro il bancone da quando avevo quindici anni. Ho sempre lavorato. Poi è arrivata la crisi e mi vogliono portare via tutto. Ma io sono furbo. Mi metto a commerciare nell’unica cosa che non va mai fuori moda, oltre il sesso naturalmente. Ma con mia moglie che devo fare, mica posso mettermi a fare il pappone  di una sessantenne. Si che magari con le sorelle. Tre carampane così che ci faccio. No, meglio le cotolette e le salsicce. La morte non è mai entrata in crisi, non passa mai di moda.

– Ore 11.00. La sigaretta l’ho finita. Dalla macelleria è uscito un signore di mezza età a mani vuote, una signora a mani vuote, un ragazzo con la faccia da tossico con un sacchetto. Il tossico ha aperto il sacchetto e, guardandosi attorno furtivo, ha prelevato qualcosa e poi ha gettato il sacchetto in un cestino dell’immondizia. Mi avvicino per vedere che cosa conteneva il sacchetto. Il sacchetto bianco giace aperto nel cestino. Dentro vi è una salsiccia. Ora dal negozio esce un ragazzo dai capelli ossigenati, i capelli sono fissati in tante punte col gel. Il suddetto ragazzo ride, ha le mani vuote. Mi sa che ha ragione il brigadiere, qui c’è qualcosa che non quadra.

Ecco che entra una coppia di ragazzi. Tutte e due sono vestiti come quella di “csi”, quella grassa che è sempre vestita di nero.

A Chiara non piace ma io la trovo simpatica , a dirla tutta, mi piacerebbe un sacco essere dentro “csi”. Anche se lì hanno a che fare con robe fighe mentre io devo piantonare una macelleria.

-Allora era vero, mi sembrava anche a me. Un nonno che ti da la roba così, dietro un bancone. Con tutto quel sangue poi, anche se io mi sarei sporcata un po’ anche il grembiule. Sai che forza. Che cosa? Non posso fare neanche una foto col cell? Ma sei fuori? No, non te lo do il cell. La cancello io, ecco. Ma si, ma si, non ti preoccupe e dammi questo hamburger. Uno per me e uno per il mio fidanza. Non è che voglio farmi da sola: hamburger, cocacola e via. Tranquillo che non ti vado a sputtanare in giro, anzi, se non mi facevi cancellare la foto ti avrei fatto una pagina facebook: “I migliori hamburger di tutta Palermo”, la chiamavo.

-Ho freddo, ne ho bisogno subito. Non mi interessa come la chiami ma dammela subito.

-Dai stronzo dammi quello che vuoi tu basta che sia tagliata bene.

-Va bhé, mi decido ad entrare, al massimo compro una bistecca. Si… e poi che ne faccio che Chiara mi pianta un casino se la vede. Certo che in questa macelleria entra e esce più gente che da Pro mod in periodo di saldi. Io entro, al massimo compro una bistecca e la porto a mia madre. Che se arrivo con una bistecca a Chiara mi pianta un casino, è capace anche di darmi dell’assassino.

Entro.

Da: Il Giornalettismo, giornale on-line http://www.ilgiornalettismo.com

L’eroina che si comprava in macelleria

11/01/2013 – Arrestato per spaccio un negoziante palermitano di 65 anni. La droga era nascosta tra salsicce e cotolette

l’eroina che si comprava in macelleria. Articolo

Annunci

Informazioni su Arianna

Mi chiamo Arianna Musso. Sono laureata al DAMS di Bologna e diplomata alla Scuola D'Arte Drammatica Paolo Grassi di Milano. Amministratrice della società di servizi per la Stampa 3D: ASTRATI SRL di Genova.
Questa voce è stata pubblicata in 2013 e contrassegnata con , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Una risposta a In macelleria, racconto corale.

  1. eugenia ha detto:

    punteggiatura,un errore di ortografia,dal mio punto di vista in alcuni tratti è poco legato.ciao

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...